Metabolismo e quoziente respiratorio

In corso d’opera abbiamo visto che l’organismo umano è in grado di adattarsi al tipo di fonte energetica che gli si fornisce per sopravvivere: se si osserva una dieta prevalentemente glucidica, allora le cellule prediligeranno metabolizzare glucosio per trarne l’energia che occorre loro; al contrario, una dieta a basso tenore di carboidrati condurrà l’organismo ad adattarsi all’utilizzo dei grassi per soddisfare le sue esigenze energetiche. Ebbene, esiste un modo per conoscere verso quale fonte energetica l’organismo è più orientato. Il metodo è basato sul concetto di quoziente respiratorio. Più in dettaglio, indipendentemente dal nutriente di cui l’organismo principalmente si serve, per produrre energia deve aver luogo una reazione di ossidazione. Tale processo implica l’utilizzo di alcune molecole di ossigeno e la sintesi di molecole di anidride carbonica. Si definisce quoziente respiratorio il rapporto tra il numero di molecole di ossigeno reagente e quelle di anidride carbonica ottenute dall’ossidazione. Ebbene, tale rapporto differisce a seconda che ad essere ossidato sia il glucosio o un lipide. Il quoziente respiratorio è pari a 1 nel caso di prevalente utilizzo glucidico, mentre oscilla intorno al valore di 0,7 (variabile a seconda del lipide utilizzato) in caso di prevalente utilizzo lipidico. Quanto più il quoziente respiratorio si avvicina ad 1, e si allontana da 0,7, tanto maggiore è la quota glucidica rispetto a quella lipidica che l’organismo adopera per il metabolismo. Solo occasionalmente, in caso di diete eccessivamente ricche di carboidrati, il quoziente respiratorio può assumere valori superiori a 1. E’ possibile misurare il quoziente respiratorio tramite uno speciale strumento detto metabolimetro o analizzatore di gas respiratori, il quale, dotato di un boccaglio, rileva i gas che vengono inspirati e quelli che sono espirati durante la normale respirazione polmonare e, dunque, comprendere le tendenze metaboliche del proprio corpo.