Per alcuni atleti potrebbe esistere una duplice esigenza: da un lato il dimagrimento, e dall’altro l’incremento della massa muscolare. Ora, la direzione che il metabolismo può prendere, se anabolica o catabolica, è per lo più assoluta. Con ciò intendo dire che se l’organismo è orientato verso l’anabolismo, solitamente ha luogo un aumento sia della massa grassa che di quella magra, mentre se è direzionato verso il catabolismo, si verifica il decremento di entrambe. Ciò che normalmente si fa quando si interviene su dieta ed esercizio fisico è fare in modo che il cambiamento della composizione corporea interessi principalmente una componente in particolare (massa muscolare in anabolismo e massa grassa in catabolismo), ma comunque, per quanto in regime anabolico si possa apporre più massa muscolare che grassa e in fase dimagrante sia possibile perdere più grasso che tessuto magro, il cambiamento interesserà entrambe le componenti, che prenderanno la medesima direzione. Questa è la ragione per cui generalmente è consigliabile seguire una dieta ciclica, in cui si alternano periodi dedicati all’incremento della massa muscolare, riducendo al minimo l’ingrassamento, e dei periodi dedicati allo smaltimento di quella grassa, ricercando la massima ritenzione di tessuto magro. A questa regola, tuttavia, talvolta ci sono delle eccezioni. In determinate circostanze, infatti, è possibile perdere grasso ed aumentare il tessuto muscolare simultaneamente, con un unico regime alimentare (e di allenamento). Questo processo è noto come ricomposizione corporea. Esso interessa per lo più individui la cui forma fisica è alquanto lontana dall’ideale perfezione. Generalmente, infatti, quanto più si è lontani da quest’ideale, tanto più è facile avvicinarcisi. Il motivo di ciò è che una composizione corporea molto sfavorevole, ben lontana da quella che si auspica abbia l’atleta medio, è sovente causata da abitudini alimentari errate. Per migliorare la composizione corporea degli individui che si trovano in questa circostanza è sufficiente correggere questi errori alimentari. Intervenire su tutte quelle abitudini alla cui radice può essere posto l’eccesso di tessuto grasso ed al contempo su tutte quelle che sono la causa della scarsa massa muscolare può innescare il processo di ricomposizione corporea. Per esempio, è sufficiente vietare a persone sovrappeso (con una storia di eccesso ponderale non troppo lunga) di consumare bevande zuccherate, cibi fritti o con più del 15% di grassi per osservarne il dimagrimento. Allo stesso modo, suggerire un maggiore apporto proteico, magari incrementando il consumo di carne magra, pesce o uova, può essere sufficiente per generare un aumento della massa muscolare. Individui che non sono in forma e che ambiscono alla ricomposizione corporea trarranno giovamento da un’alimentazione relativamente povera di carboidrati e ricca di proteine. Quanto alle calorie, si suggerisce, solo in un primo momento, di trascurare del tutto questo aspetto, lasciando l’onere di stabilire quanto mangiare all’appetito. Individui che già seguono una dieta possono lasciarne invariato l’apporto calorico, eventualmente introducendo delle piccole correzioni a seguito dei feedback. Naturalmente se l’alimentazione fa la sua parte, anche l’allenamento deve prendere un ruolo. Una volta concluso il processo di ricomposizione corporea o dopo aver constatato l’inabilità dell’organismo a dimagrire ed apporre massa muscolare contemporaneamente, allora si passerà alla dieta ciclica già illustrata in corso d’opera, alternando delle fasi anaboliche ad altre cataboliche.