Osservare un protocollo alimentare (o di esercizio fisico) dimagrante condurrà, o dovrebbe condurre, ad uno smaltimento dell’accumulo di tessuto adiposo in eccesso. Raramente però questa perdita sarà uniforme: taluni atleti potranno osservare una maggiore riduzione in particolari distretti corporei (e.g. le natiche, le cosce, il ventre o i fianchi) e meno in altri. Ora, nonostante questo possa apparire più un problema di ordine estetico che legato alla prestazione, alcuni atleti potrebbero trarre giovamento da una perdita di grasso bilanciata tra i vari distretti corporei. Per perseguire questo particolare obiettivo sono state create delle creme ad azione topica, le quali vanno spalmate nei distretti corporei che si vorrebbe fossero oggetto di dimagrimento. I principi attivi di questi prodotti sono i medesimi visti nella parte sugli integratori dimagranti (e.g. yohimbina e caffeina). Alcuni prodotti siffatti hanno dato effettivamente dei risultati apprezzabili (Greenway, 1995; Tholon, 2002), ma ciononostante le creme ad azione locale conducono spesso a diverse problematiche: in primo luogo non tutti gli studi ne confermano l’efficacia; inoltre, una volta interrotta l’applicazione, si riprendono velocemente i centimetri di circonferenza persi. Ciò suggerisce che l’utilizzo di questi prodotti non comporti una reale perdita di grasso, ma solo una fuoriuscita d’acqua, da cui la riduzione del volume del distretto corporeo dove si è applicata la crema. La perdita di grasso sarebbe dunque solo apparente. Infine taluni prodotti potrebbero dar luogo, sebbene solo in un’esigua quantità di soggetti sensibili, a delle reazioni allergiche, o comunque a disturbi della cute. Qualora si desiderasse tentare l’utilizzo di questi prodotti, si raccomanda di seguire le indicazioni in etichetta per quanto concerne la corretta applicazione.