Il somatotipo di Heath e Carter

Un’indicazione quantitativa, e quindi più rigorosa, di come dovrebbe essere idealmente la propria composizione corporea, è fornita dal somatotipo. Il somatotipo è una particolare classificazione biotipologica degli individui basata su alcuni parametri antropometrici. Le autrici del metodo che vado a presentare, Heath e Carter, hanno modificato e (secondo i più) migliorato un precedente lavoro di Sheldon del 1940. Esse ritengono che sia possibile una classificazione somatotipica del corpo umano in tre diverse componenti: l’endomorfia, la mesomorfia e l’ectomorfia. Più in dettaglio, l’endomorfia è associata alla quantità di grasso corporeo, la mesomorfia a quella di massa muscolare (e ossea), mentre per quanto concerne l’ectomorfia, questa è considerabile come una misura della “lunghezza” del corpo. In altre parole, individui con un’elevata componente ectomorfa tendono ad essere alquanto longilinei. Queste tre componenti sono variamente distribuite nella popolazione generale, per cui ciascun individuo può avere più o meno di ciascuna di esse. Più avanti verrà presentato un metodo per il calcolo del proprio somatotipo. Per ora ciò che interessa è comprendere come dovrebbe essere il proprio. A questo scopo è particolarmente utile la rappresentazione grafica del somatotipo che consente di individuare delle “zone”, ovvero degli intervalli tra i valori delle tre componenti che risultano essere positivamente correlati con la prestazione delle particolari specialità atletiche.

La somatocarta

  La somatocarta è, per l’appunto, un grafico che fornisce un’indicazione visiva immediata del proprio somatotipo. Si tratta di un piano cartesiano all’interno del quale è possibile relazionare tra loro le varie componenti somatotipiche. La somatocarta è altresì divisibile in sei zone, ciascuna corrispondente a specifici intervalli di valori delle componenti del somatotipo positivamente correlati con specifiche performance atletiche. Più in dettaglio:

  • zona A: l’elevata componente mesomorfa, unitamente alla bassa distribuzione di endomorfia ed ectomorfia (con quest’ultima, tuttavia, che prevale sull’endomorfia), rende gli individui il cui somatotipo è situato in questa zona particolarmente performanti in discipline come la ginnastica, la maggior parte degli sport di squadra e le specialità di corsa veloce dell’atletica leggera.
  • Zona B: il somatotipo degli individui che ricade nella zona B implica una moderata distribuzione sia della componente mesomorfa che di quella ectomorfa, mentre la componente endomorfa è ridotta. Atleti il cui somatotipo ricade nella zona B sono particolarmente performanti in discipline di resistenza come la maratona.
  • Zone C, D ed E: gli individui il cui somatotipo ricade nella zona C hanno una composizione corporea in cui la componente ectomorfa prevale sulle altre, mentre coloro il cui somatotipo è situato in zona D vedono prevalere in loro la componente endomorfa. Sia i primi che i secondi risultano avere un fisico inadeguato all’atletismo in generale a causa della distribuzione troppo bassa della componente mesomorfa che, si ricorda, è associata alla massa muscolare. Gli individui dal somatotipo in zona D, inoltre, oltre alle problematiche dovute dalla scarsa distribuzione della mesomorfia, ne hanno anche altre dovute ad un eccesso di endomorfia. Generalmente è agli individui il cui somatotipo ricade nella zona D della somatocarta che viene associato il più basso livello di successo nelle prestazioni atletiche, quali che siano. Per quanto concerne, invece, gli individui dal somatotipo in zona E, questi pure riescono male in qualunque tipo di prestazione, ma, stavolta, non per una ridotta distribuzione della mesomorfia, che in loro appare moderata, quanto per un eccesso di endomorfia.
  • Zona F: quanto, infine, al fisico degli individui il cui valore somatotipico ricade in zona F, l’elevata componente mesomorfa, assieme a basse componenti dell’endomorfismo e dell’ectomorfismo, col primo che prevale sul secondo, risulta particolarmente adatto a performance di potenza, come il sollevamento pesi, ma anche a discipline quali la lotta.