La bioimpedenziometria è una procedura che si serve di uno strumento il quale è in grado di misurare automaticamente la composizione corporea. Inserendo poi i dati sul peso corporeo e quelli sulla massa grassa all’interno di una particolare formula che corregge l’indice di Quetelet con i dati sul grasso corporeo è possibile ottenere il cosiddetto indice metabolico.
Come funziona la bioimpedenziometria
Lo strumento da utilizzare è chiamato bioimpedenzimetro, ed costituito da due piccoli elettrodi. Per utilizzarlo, bisogna collegare uno di essi alla caviglia destra e l’altro al polso sinistro (o viceversa). La misurazione va eseguita con l’atleta da esaminare che giace supino (“a pancia in su”). Il bioimpedenzimetro farà passare un’impercettibile corrente elettrica da un elettrodo all’altro, attraverso il corpo, e misurerà il tempo impiegato dalla carica a compiere il percorso. Ora, poiché il corpo umano è fatto essenzialmente di soli tre “elementi” (cellule, grasso e acqua), e poiché la corrente elettrica impiega una quantità di tempo differente ad attraversare ciascuno di essi, lo strumento è in grado di restituire il valore percentuale di ognuno.
Il bioimpedenzimetro
In commercio esistono bioimpedenzimetri dal prezzo che oscilla da poche decine di euro a diverse migliaia, per gli strumenti professionali. Esistono anche le cosiddette bilance impedenziometriche, ovvero degli strumenti che, nel misurare il peso, rilevano anche la massa grassa e, come ho detto prima, eventualmente anche quella cellulare e d’acqua. In questo caso gli elettrodi sono posizionati nella zona in cui si appoggiano i piedi. Qualcuno ritiene che le bilance impedenziometriche siano meno affidabili dei bioimpedenzimetri classici, in quanto questi ultimi effettuano la loro misurazione mentre si sta in posizione decubita (sdraiati). Stare in piedi, infatti, implica che parte dell’acqua presente all’interno del corpo, per l’azione della forza di gravità, si sposti verso il basso, invalidando, almeno parzialmente, il risultato.
L’indice metabolico
L’indice di Quetelet, come già visto, fornisce un’indicazione del peso rispetto alla statura, ma non discerne tra le varie componenti corporee. Ebbene, l’indice metabolico (MIDx) di Di Pasquale consente di correggere questa indicazione con il dato, ricavabile tramite bioimpedenziometria, sulla percentuale di massa grassa. La formula per il calcolo è:
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Quanto più l’indice metabolico è alto, tanto più si è magri e muscolosi; quanto più esso è basso, tanto più si è grassi e gracili.