Tipologia e dimensione degli adipociti

Il grasso depositato all’interno dell’organismo viene stoccato, nello specifico, all’interno di particolari cellule dette adipociti o cellule adipose. Gli adipociti, tuttavia, possono essere di tre differenti tipi e non tutti sono idonei a questo compito. E’ noto che quanti meno sono gli adipociti in grado di stoccare il grasso, tanto meno sarà l’accumulo di quest’ultimo. Allo stesso modo, e per la medesima ragione, anche le dimensioni delle cellule adipose possono influenzare la composizione corporea.

Adipociti bianchi, bruni e beige

  Come detto, gli adipociti possono essere di tre differenti tipologie: bianchi, bruni e beige. Gli adipociti bianchi (così detti perché appaiono chiari al microscopio) raggruppano il nucleo o gli altri organuli della cellula alla periferia della medesima, mentre il grasso è accumulato nella parte centrale. Gli adipociti bruni (scuri al microscopio), invece, hanno tante piccolissime gocce di grasso sparse. A differenza dei primi, questi sono dotati di una significativa quantità di mitocondri, ovvero quei particolari organuli deputati alla produzione di energia. La loro struttura è quindi più idonea a svolgere quest’ultimo compito che all’immagazzinamento di grasso (fonte di energia). E’ dunque ovvio che quanto maggiore sarà la quantità di adipociti bianchi e minore quella di adipociti bruni posseduti, tanto più si tenderà ad essere grassi. Viceversa, una minore quantità di adipociti bianchi rispetto a quelli bruni si potrà tradurre in un minore accumulo di grasso. Ora, gli adipociti bruni sono particolarmente rappresentati nei neonati. Questi, negli anni, tendono a diventare, in buona parte, adipociti bianchi. Tale processo può essere in parte contrastato osservando delle buone norme alimentari e praticando esercizio fisico, soprattutto se ad alta intensità (ovvero in cui lo sforzo è concentrato in poco tempo, come negli sprint di corsa e diversamente dalla corsa di fondo). Un altro modo per contrastare questo fenomeno consiste nell’evitare di prendere eccessive contromisure contro il freddo: l’energia che viene prodotta dagli adipociti bruni, infatti, essendo sottoforma di calore, è già tale da combatterlo. Se si eccede nelle pratiche di protezione dalle basse temperature, la funzione degli adipociti bruni non avrà modo di essere esercitata e, nel tempo, verrà meno, col trasformarsi di questi in cellule adipose bianche. Il terzo tipo di cellule adipose, le cellule beige, ha caratteristiche intermedie tra quelle delle cellule bianche e quelle delle cellule brune. Si ritiene possibile modificare, anche in età adulta, gli adipociti bianchi in cellule beige. Tale fenomeno è mediato da un ormone detto irisina, la cui produzione ha luogo in risposta a contrazioni muscolari intense ed ai brividi (di nuovo il freddo). Purtroppo questo fenomeno ha luogo solo in modesta misura, specialmente in età adulta.

Le dimensioni degli adipociti

  Quanto maggiore è la necessità di stoccaggio del grasso (funzione, quest’ultima, dello stile di vita e, più in particolare, della dieta che si segue), tanto più gli adipociti tenderanno a crescere nelle loro dimensioni. Un aumento delle dimensioni delle cellule adipose, poi, condurrà a sua volta ad una maggiore disponibilità dell’organismo al deposito di adipe. Si tratta dunque di un circolo vizioso per cui più si accumula grasso, più si tende ad accumularne. Il processo, tuttavia, può aver luogo anche al contrario.

Il set point adipocitario

  Sia la ripartizione delle varie tipologie di cellule adipose che la dimensione di queste tende a stabilizzarsi dopo i primi dieci anni di vita. Per cui coloro che da bambini avevano uno stile di vita tale da ostacolare la trasformazione di adipociti bruni in bianchi e l’accrescimento delle cellule adipose troveranno più semplice dimagrire. Viceversa, difficilmente un bambino grasso potrà diventare un adulto magro. Anche coloro i quali sono stati bambini grassi possono ambire al dimagrimento, ma sarà necessario molto tempo. Dimagrire, infatti, non significa semplicemente svuotare gli adipociti del grasso ivi contenuto, ma anche modificare la tendenza di questi ad accumularne altro. Questo concetto è detto set point adipocitario ed è la traduzione più immediatamente pratica di quanto visto sinora a proposito di tipologie e dimensioni degli adipociti (queste ultime relativamente più facili da modificare in età adulta). Di norma, stabilizzare la composizione corporea al nuovo valore dopo il dimagrimento richiede tanto più tempo quanto più lunga è stata la storia di sovrappeso, soprattutto se questa ha interessato l’infanzia. Cercare di dimagrire rapidamente, senza tener conto del set point adipocitario, potrà forse condurre al successo, ma questo, di certo, sarà transitorio ed al calo ponderale seguirà inevitabilmente un nuovo accumulo di grasso.